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L’arte e… la salsa di pomodoro

Recentemente, diversi gruppi di attivisti ne hanno fatto uso, imbrattando famose opere d’arte esposte in alcuni dei più noti musei al mondo.

Invero, non le hanno lordate, stante il loro efficace schermo protettivo  di cui godono, donde nessun danno è stato arrecato al prodotto d’inimitabili artisti.

I media, in maniera monocorde, non hanno lesinato accese critiche nei confronti di questi ambientalisti che hanno cercato di attirare l’attenzione sul problema, indifferibile, della salvaguardia dell’ambiente.

Già mi sembra di cogliere le parole urlate di Vittorio Sgarbi (è forse incapace di usare toni pacati?), capra, capra, capra…

Chiarisco che non condivido la modalità della protesta, foriera di ben altre possibili iniziative più pericolose per la salvaguardia di determinati valori artistici, ma ai cosiddetti benpensanti, mi permetto di porre loro un interrogativo: Queste azioni teatrali non sono forse conseguenza dell’unico modo per sollecitare l’altrui sorda attenzione ai problemi ambientali? 

Che dire del (costoso) inutile turismo dei “grandi della terra” che nei vari G (di cui abbiamo perso il conto) sono incapaci di approvare comportamenti ed azioni credibili per ridurre il riscaldamento globale che causa fame, morti, migrazioni, guerre ed atro ben di…Dio?

È di oggi l’ennesimo fallimento della Cop africana (Conferenza delle parti sul clima), tenutasi negli ozi di Sharm el-Sheikh (la Rimini egiziana). Purtroppo, ci ha guadagnato soltanto l’economia turistica egiziana.

Infine, a chiusura di questa riflessione mi chiedo: le opere d’arte sono uniche, esclusive, irripetibili. Ma anche il pianeta su cui viviamo non è altrettanto unico ed irripetibile, meritevole di altrettanta indifferibile tutela, opera d’arte di noto Autore? 

Adriano Pellegrini