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Il Muse e i cacciatori

Riprendiamo una lettera apparsa di recente sul mensile Questo Trentino, redatta in collaborazione del Presidente della nostra Associazione.

Nella nostra lettera aperta in merito alla inopportunità che il MUSE collabori con i cacciatori ad attività di formazione rivolte a bambini e ragazzi, abbiamo posto al Presidente del MUSE dei quesiti ai quali i dirigenti del Muse, nella loro replica, non hanno dato alcuna risposta attinente alle questioni sollevate; evidentemente ritengono di non dovere rispondere ai contribuenti del lotro operato. 

Nella risposta del MUSE, infatti, l’unico concetto che si può collegare ai temi trattati nella nostra lettera, si estrapola dalle parole del direttore Michele Lanzinger, il quale sostanzialmente afferma che, siccome

la Provincia di Trento riconosce all’Associazione Cacciatori Trentini ruoli e funzioni direttamente connessi alla gestione del patrimonio faunistico,

il MUSE non poteva rifiutarsi di partecipare a questa “giornata formativa” per bambini promossa dalle associazioni dei cacciatori. 

A parte la scelta inopportuna di affidare la gestione di un bene pubblico come la fauna selvatica ad un’associazione privata costituita da dilettanti privi di qualsiasi competenza scientifica, la cosa che lascia sgomenti è che Lanzinger in sostanza afferma che il MUSE non ha alcuna autonomia culturale rispetto alle ideologie dell’amministrazione provinciale. 

Ne emerge un quadro desolante del MUSE, dove il Presidente, usando l’ironia, fa intendere di non avere né la “preparazione culturale” né la “sensibilità” per esprimere un parere sulla caccia, e il Direttore sostanzialmente afferma che il MUSE non ha alcuna autonomia decisionale rispetto alle politiche dell’Amministrazione provinciale. A questo punto viene da chiedersi per quale motivo i contribuenti debbano pagare lo stipendio ai Dirigenti del MUSE. 

Da quanto si riesce a capire dalle parole di Lanzinger, giacché la Giunta provinciale ha demandato la gestione della fauna selvatica ai cacciatori, che rappresentano il negazionismo scientifico in ambito etologico, il MUSE, di conseguenza, non può rifiutarsi di partecipare alle “giornate formative” per bambini promosse dai cacciatori. Viene quindi da chiedersi: se malauguratamente un domani la nostra Provincia dovesse essere guidata da una Giunta con ideologie vicine ai negazionismi che non riconoscono la Shoah, il MUSE andrebbe a fare lezione ai bambini assieme a questi soggetti?

ing. Nicola Paoli | (ORA rispetto per tutti gli animali – sezione di Trento)

avv. Gloria Canestrini | (Rinascita Rovereto)

dott. Filippo Degasperi | (Onda)

rag. Adriano Pellegrini | (Presid. PAN-E.P.P.A.A.) 

PAN - E.P.P.A.A.

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