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Anche gli animali provano dolore

La tragedia di Caldes ha scosso sensibilità profonde, e l’impressione è che lo farà ancora per molto tempo. 

Non poteva e non potrà essere altrimenti, di fronte ad un dolore che lascia pietrificati, come quello della Famiglia e della Compagna di Andrea Papi. Qualcuno, a dire il vero non moltissimi, lo è (pietrificato) anche per Jj4 (si chiama così perché è la quarta figlia di due capostipiti di “Life ursus”, Joze e Jurka), precocemente allontanata dai suoi cuccioli (non credo abbiano un nome). Anche gli animali provano dolore. Secondo alcuni, il dolore non corporeo nell’animale è “più profondo di quello di un essere umano” (Rudolf Steiner “Anima e Spirito nell’Uomo e nell’Animale”, 1910). 

Il punto non è però quello dello scontro tra chi ha il compito di tutelare la salute pubblica (ed intende esercitarlo uccidendo o imprigionando gli orsi) e chi sostiene che l’accaduto rappresenta scientificamente “un incidente” e non “un’aggressione” (con la conseguenza che l’uccidere o l’imprigionare gli orsi non siano un rimedio possibile).

Il tema vero è l’uso che di tutto ciò viene fatto. Non possiamo nasconderci che vi sia dietro una patetica chiamata elettorale, fatta per esorcizzare il fantasma di un popolo che in gran parte ha già voltato le spalle a chi ci governa in Provincia. Insomma un nuovo e cinico esempio di “politica fatta con altri mezzi”, di cui prima o poi ci si dovrà render conto. 

Non ci meraviglia che ciò venga perpetrato sul tessuto trentino, storicamente “terra di confine” e di conseguenza aperto al confronto. Anche noi siamo ormai definitivamente contaminati da brutture come tradizionalismo, antimodernismo, culto dell’azione, criminalizzazione del disaccordo, paura della differenza, appello alle classi medie frustrate, tribalismo, complottismo, invidia sociale, elitismo, militarismo, machismo, populismo qualitativo. In fondo, chi cavalca la rivolta delle periferie contro gli “ambientalisti delle Ztl” non fa altro che replicare il percorso di arretramento culturale che pervade l’intero Paese.

Probabilmente vincerà il manicheismo, ossia il nemico della civiltà liberale. Ma qui non c’è un “bene” ed un “male”, tutte e le posizioni (tutela della salute pubblica e rispetto per gli animali) rappresentano di per sé un “bene”. Le peggiori catastrofi della storia nascono tuttavia dal contrasto tra principi buoni, come giustizia e libertà, tra valor militare e aspirazione alla pace, tra nazione e umanità (Isaiah Berlin filosofo, politologo e diplomatico lettone naturalizzato britannico, 1909-1997). Compito della classe dirigente è evitarle, non cavalcarle.

Albino Leonardi

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